Primo test sulla distanza Ironman per Matteo Fontana che ieri a Zurigo si è cimentato nel massimo sforzo per un triatleta. Per lui, autore di una prova molto aggressiva, forse un pizzico di inesperienza che lo ha costretto a ritirarsi quando era nella top 10 a circa 27 chilometri dalla conclusione.
LA GARA: Un test importantissimo in chiave futura, che ha visto Fontana uscire 20° tra i professionisti dalla frazione di nuoto prima di impostare una strepitosa gara in bici in cui ha registrato il 7° tempo assoluto recuperando ben 6’ al vincitore. Un parziale che gli ha permesso di risalire al 9° posto della graduatoria generale. Da qui è ripartito per la frazione di running terminata con lo stop al 15° chilometro.
L’ANALISI: “Ora so cosa vuol dire disputare un Ironman – la prima dichiarazione di Fontana – ed è molto duro. Credo di essere saltato da un punto di vista fisico nella parte finale. Ho dato troppo nella frazione in bici per recuperare il gap. Volevo assolutamente riportarmi sul primo gruppo inseguitore, pagando lo sforzo”. Il ritiro è dovuto ad un intenso dolore muscolare. “Quando le gambe hanno dato tutto succede che si blocchino in quel modo. Nulla di grave, mi sono già ripreso. Ho provato a resistere, camminando per un paio di chilometri e facendo stretching, ma inutilmente”.
BILANCIO: In conclusione un importante insegnamento. “Sicuramente devo imparare ad ottimizzare e gestire in modo più oculato le energie. Già al 140° km della frazione in bici ero andato in difficoltà una prima volta, ma mi sono ripreso. Nel finale ho voluto ancora dare tutto. Le gambe, purtroppo, erano ormai dure. Peccato, il mio obiettivo era di far bene e quando prendo parte ad un evento lo faccio per il risultato. Una volta compromessa la mia gara ho voluto fermarmi e non consumare inutili energie. Il mio obiettivo erano le 9 ore. Una volta fallito ho preferito abbandonare”.
I prossimi appuntamenti: “Voglio correre ancora e riuscire a disputare un mese di agosto con tanti impegni e risultati. Uno degli obiettivi primari è il miglioramento nel nuoto”.